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La Grande Madre

Il culto di una Grande Madre quale dea della fertilità e della vita ha accompagnato l'umanità sin dai primordi. Nel corso dei millenni la divinità femminile ha assunto molteplici aspetti, sempre però ha incarnato la vita nella sua polarità maschile e femminile. Già durante l'età della pietra monumenti giganteschi, templi e idoli femminili in gran numero annunciavano il potere della Magna Mater che governava nel segno della luna e controllava la vita, il crescere e il calare delle maree, il ciclo di morte e rinascita.
Il femminile, il corpo, la generazione della vita, il potere delle donne sono temi che interessano non solo la ricerca ma che condizionano profondamente anche il nostro presente.
L'archetipo del femminile permane nel tempo nella sua straordinaria interezza e perfezione anche se non sempre svelato. La nostra identità, l'idea che abbiamo di noi stessi è infatti condizionata da un immaginario collettivo formatosi in un processo durato millenni, dove il forte valore del femminile, inteso in termini sia sacrali che sociali, è stato vinto, depotenziato e segregato, cosicché ormai le donne hanno perso il contatto con la propria natura profonda. L'archetipo della Madre riemerge però sempre nei momenti di profondi rivolgimenti epocali e soprattutto mantiene inalterata una sua straordinaria vivacità nelle manifestazioni artistiche di tutti i tempi.