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Il gruppo equestre
è il soggetto più conosciuto di Marino. Può essere
visto come un vero e proprio simbolo, un linguaggio originalissimo che
adotta per esprimersi e per leggere la realtà. Infatti afferma:
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Ecco la miglior
definizione che si possa usare per descrivere i Miracoli, forme lacerate,
tragiche "espressioniste" perché come dice Marino stesso
è il mondo che è diventato espressionista. Con queste
forme dissolte, estremamente drammatiche Marino dispiega un'ansia tutta
di origine etica per la condizione umana. Dice infatti: Ad un certo
momento l'idea parte fino a distruggersi. Questa idea infuocata, la
poesia di questo cavaliere che ad un certo punto si rompe, vuol andare
in cielo, non sta più bene né sulla terra né in
cielo, vuol bucare la crosta terrena o vuole addirittura andare nella
stratosfera, ma non vuole stare tranquillo sulla terra in mezzo agli
uomini che non sono più tranquilli, che sono diventati dei matti.
Tenta di scappare: o buca la crosta terrestre o esce fuori nello spazio
e finisce per distruggersi per essere addirittura distrutto da questa
idea
questo è il periodo della tragedia ancora un po' umana;
poi, da ultimo la tragedia c'è ma non è quasi più
umana: il cavaliere è diventato un fossile. |