“Gli amori di Kim Dong Woo sono espliciti: la sua tradizione, la scultura orientale, la Corea, la Cina, l’India con la grande tradizione plastica e poi l’Occidente, Bourdelle, Marino, Moore, Modigliani e tutta la scultura europea.
Egli guarda, vede, studia, fa tesoro di tutto ciò che serve, ma riportando ogni cosa nella sua dimensione e non venendo mai meno a se stesso.
E così le sue sculture che rappresentano figure femminili, teste, nudi, animali esistono in un loro spazio preciso e chiaro in cui l’amore per il lavoro, il sentimento le fanno vivere in una loro precisa dimensione. Il marmo è basilare per questa sua “Scultura”, la bellezza del materiale, il colore si legano con una forma condotta nei ritmi e nelle superfici ampie che danno un aspetto sereno nella sua composta classicità.”