Nell'arte di Marino Marini vengono individuati tre temi principali: le Pomone, i cavalli e cavalieri ed i ritratti. Tema significa soggetto che ricorre, l'artista pistoiese infatti non varierà mai i suoi soggetti perché come egli stesso affermava "non è importante che cosa si rappresenta ma come lo si rappresenta".


Il gruppo equestre è il soggetto più conosciuto di Marino. Può essere visto come un vero e proprio originalissimo linguaggio per esprimere i propri turbamenti interiori e per leggere la realtà e la storia. Per Marino l'uomo cavaliere rappresenta la ragione, l'intelletto, il cavallo invece rappresenta la natura, l'energia vitale. Se l'equilibrio fra uomo e natura si spezza e l'armonia che intercorreva fra l'uomo e i ritmi della natura nelle antiche civiltà viene a mancare, non può più esserci serenità, le forme si spezzano e divengono acute e tragiche; con il tempo tragico della guerra i cavalli divengono miracoli, il cavallo non accetta più l'uomo sulla sua groppa vuole fuggire in cielo e il cavaliere si tende in un disperato gesto cercando di rimanere in groppa ad un animale che non lo riconosce più e non risponde ai suoi comandi. Attraverso la sua originale ripresa di un tema così classico ed illustre, lo scultore declamò le sue visioni e le sue angosce sulla sorte del mondo, trascolorando ad una concezione eroica ad una concezione tragica sulla vita.
Marino stesso affermerà infatti :

" C'è tutta la storia dell'umanità e della natura nella figura del cavallo e del cavaliere in ogni epoca. Da bambino io osservavo questi esseri, uomo e cavallo ed erano per me un punto interrogativo . All'inizio vi era armonia fra essi, ma alla fine a contrastare questo tuttuno , arriva violento il mondo della macchina, un mondo che lo cattura in maniera drammatica, ma non meno viva e vitalizzante."

Attraverso la sua originale ripresa di un tema così classico e illustre , lo scultore declamò le sue visioni e le sue angosce per la sorte dell'uomo , sulla sorte del mondo , trascolorando da una concezione eroica ad una concezione tragica della vita: una vita che sta sul chi viva ( il cavallo) ed una vita che sta sul chi muore ( il cavaliere).
Nel 1929, a Monza, Marini prese casa vicino ad una scuderia popolata e frenetica, e disegnò cavalli su cavalli con quel suo tratto gagliardo, irrevocabile, immediatamente evocativo. I cavalli che poi scolpì o plasmò - con il cavaliere o solitari - appaiono creature riconoscibili , raccolte in superfici tese, espresse da volumi pieni, ben campiti eppure leggeri, secondo un segreto dell'arte di Marini che fa la grazia delle Pomone, ognuna fertile e carica, eppure dinamica e rapida.
Pomona è il nome della dea etrusca della fertilità, simbolo di un mondo agreste armonico e sereno. Marino lavorò per molti anni all'immagine della donna divinità; ma non fece Venere o Diana, fece Pomona, divinità agreste, più donna che dea e comunque intrisa di misteri umani. La donna-Pomona è solare, sensuale, dalle forme morbide e dal ventre fertile.

Il Ritratto Marino è stato un grande ritrattista, ben 1/3 della sua produzione è costituita da ritratti questo soggetto sarà il suo modo di legarsi alla realtà, all'uomo. Se gli altri soggetti infatti sono simboli, visioni, il ritratto è il suo modo di esser vicino all'umanità, di cercare l'unicità e la poesia che sta dentro ogni volto. Marino non soltanto muta continuamente stile per adattarsi alla personalità del soggetto da ritrarre, ma anche la scelta del materiale verrà fatta in base al personaggio, vedremo infatti ritratti in terracotta, bronzo, cemento, gesso policromo, argento...

L'emozione del colore…Marino conosciuto soprattutto come scultore è a tutti gli effetti un artista completo, grande disegnatore, grafico e soprattutto pittore. Le grafiche e le opere pittoriche di Marino Colpiscono l'osservatore per l'esuberanza del colore, è infatti proprio dal colore che hanno origine le sue opere , anche le sculture... egli stesso affermerà infatti:

Il rapporto fra la mia pittura e la mia scultura è un rapporto legatissimo: non comincerei mai una scultura senza passare attraverso il colore e mi spiego perché: non si può spiegare come nasce un'opera d'arte perché è molto difficile e noi stessi non lo sappiamo , ma ad un certo momento ci viene addosso un'emozione che a certi artisti arriva in forma descrittiva e a certi altri in un mondo di colore. Nel caso mio arriva il colore, per esempio ho un colore che mi tormenta - mettiamo un rosso, un blu, un giallo - per cui continua questo colore ad arrivarmi nella testa e io comincio a toccare su un foglio di carta questo colore, ad immaginare su questo colore dei disegni. A un certo momento questi disegni cominciano a prendere forma, al forma e questa forma diventa vera...