La Chiesa del Tau fu fatta edificare intorno alla prima metà del 1300 da Fra’ Giovanni Guidotti che la dette in donazione ai Canonici Regolari di S.Antonio Abate o del Tau, così detti perché recavano sul mantello una “T” in smalto azzurro.

Con la fine dell’ordine, nel 1787, la chiesa fu sconsacrata e divisa in appartamenti. L’interno, a navata unica e decorato con affreschi, fu diviso in tre piani e la costruzione di solai, tramezzi, nonché l’apertura di finestre, produsse non poche “lacerazioni” sia alle mura che alle stesse decorazioni. I restauri, iniziati nel 1962, hanno tuttavia permesso il recupero di quello che rappresenta il più importante ciclo gotico ad affresco della città, di notevole bellezza, databile al XIV° secolo.

Gli affreschi, ad opera di Niccolò di Tommaso e di alcuni collaboratori pistoiesi, illustrano nelle fasce laterali, su tre ordini sovrapposti, storie dell’Antico Testamento, del Nuovo testamento e della vita di S. Antonio Abate. Ciascuna delle dodici vele invece, che costituisco la copertura della chiesa, è dedicata ad un episodio della Genesi, dalla Creazione del cielo e della Terra ai Giganti. La dettagliata rappresentazione iconografica è resa con grande chiarezza e semplicità per rendere leggibili ai fedeli le finalità dell’opera dell’Ordine. L’esterno della Chiesa, visibile su tre lati, è costituito da tre campate rettangolari, scandite da grandi archi a tutto sesto e coperte da volte ogivali a crociera assai pronunciate. Il rivestimento in pietra forte costituisce l’unico esempio di tal genere in città.

Con il progetto di restauro del 2008, a cura dell'Architetto Bruno Sacchi, la Chiesa del Tau fa da cornice all'esposizione di alcuni grandi bronzi di Marino Marini preservando comunque la suggestiva atmosfera data dagli affreschi trecenteschi che adornano la cappella. Le sculture monumentali sono state installate su apposite basi studiate per valorizzarle al meglio, tenendo conto sia della specificità degli spazi che della luce. La Chiesa del Tau si prospetta come uno splendido teatro per eventi e manifestazioni legati alla vita del Museo; questa soluzione permetterà una maggior visibilità della Chiesa stessa, monumento di grande importanza storico-artistica.

chiesa-tau

Nella Chiesa sono esposti Il Miracolo del 1953/54, Il Cavaliere del 1956/57, Il Grande Grido del 1962, La Composizione di elementi del 1964/65, Una forma in un’idea del 1964/65 oltre a sette piccole sculture.

Il culto e l’iconografia di S. Antonio Abate
Il Santo è solitamente raffigurato come un vecchio dalla lunga barba bianca, caratterizzato dal bastone a T e dalla presenza di un maialino ai suoi piedi. In realtà nella vita di Sant’Antonio non appaiono mai riferimenti all’animale, solo tardivamente eletto a emblema dell’ordine del Tau per l’utilità che aveva il grasso di maiale nella cura di varie infermità e per la quale i confratelli erano noti. Gli allevamenti di porcellini, dei quali i frati si occupavano, rafforzarono nel tempo il legame tra l’immagine del Santo e gli animali domestici, tanto da farlo individuare ufficialmente come loro patrono. Il 17 gennaio, giorno a lui dedicato, i contadini pistoiesi accorrevano così alla chiesa del Tau per la benedizione degli animali.
A Pistoia, in particolare, nell’occasione venivano distribuiti piccoli pani benedetti che i fedeli conservavano: ancor oggi, seppure sotto forme diverse, il culto del santo appare ancora ben radicato nelle campagne, tanto da ritrovare sovente nelle stalle l’immagine di Sant’Antonio, la cui presenza è sufficiente a scongiurare sventure e malattie.